Antonio Forcione a Un Paese a Sei CordeAntonio Forcione at Un Paese a Sei Corde

GALLIATE, 2 settembre 2011 – Per questa data, Un Paese a Sei Corde si unisce al Galliate Master Guitar, festival che da qualche anno raduna chitarristi di ogni genere per onorare la memoria di Valentino Airoldi, che nel 1937 costruì la ‘prima’ chitarra elettrica. Non la brevettò, purtroppo, consentendo così che la sua nascita ufficiale fosse registrata qualche anno dopo in America. Ma in questa tiepida serata di settembre vogliamo riprenderci anche il diritto di ascoltare Antonio Forcione, un altro dei talenti italiani che hanno dovuto cercare all’estero una patria per la propria musica.

Il palco a sua disposizione sembra esagerato per un chitarrista solo, e il primo brano “Heart Beat” non pare così originale da giustificare la fama di Forcione. Ma è un suo pezzo storico e sicuramente avrà dato ispirazione a parecchia gente. Già dal brano successivo, però, le cose cominciano a cambiare, in un crescendo che ha fatto di questo concerto un avvenimento straordinariamente coinvolgente. “African Dawn” ci mostra l’anima africana di Antonio, mentre il successivo “Alhambra” ci catapulta fra le eleganti atmosfere della meravigliosa costruzione spagnola. Il clima si fa ancora più caldo (perdonate il paradosso) con “The Cool Cat”, dedicato al genio della Pantera rosa, Henry Mancini. La sofisticata impronta jazz del brano non impedisce a Forcione di tirare fuori il suo lato più istrionico da giullare, mimando la batteria che normalmente lo accompagna. Non è più un semplice concerto, ma un vero show che riscuote sempre di più la simpatia del pubblico, che ha riempito il cortile interno del Castello Visconteo Sforzesco di Galliate e che non può fare a meno di applaudire a scena aperta. Ma Forcione cambia di nuovo registro per regalarci una dolcissima ballad, “Night Passage”, composta in una notte d’estate proprio come questa, e che quindi merita di essere suonata stasera. Antonio ha però l’Africa nel cuore, soprattutto Sudafrica e Zimbabwe, ed è con i ritmi di questi luoghi che ha scritto “Madiba’s Jive”, un bellissimo tributo al grande Mandela. E poco alla volta, brano dopo brano, quel palco che sembrava troppo grande, viene totalmente riempito da questo fantastico artista con la sua musica e la sua capacità di coinvolgere gli spettatori che ridono, applaudono e si commuovono insieme a lui. Prima della fine del concerto (di già?) c’è posto anche per una cover, quella di “I Heard It through the Grapevine”, il celeberrimo brano di Marvin Gaye, che tra le dita di Forcione non perde nulla della morbidezza originale.
Per il bis, richiestissimo, Antonio ci ha riservato una sorpresa, un big blues con cui colpire dritto al cuore gli spettatori che di sicuro non dimenticheranno questa performance. Perché “Acoustic Revenge” non è un semplice brano, ma un intero spettacolo nello spettacolo, che acquista man mano elementi, anche puramente istrionici, come il suonare con la chitarra rovesciata sulle ginocchia o il rivisitare la famosa ‘scena della macchina da scrivere’ di Jerry Lewis o, addirittura, mimando la ‘sensazione del suono’ (non sapremmo spiegarlo in altro modo) e finisce col racchiudere nei quasi dieci minuti della sua durata il meglio di Antonio Forcione, dal virtuosismo musicale alle sue doti di mimo. Il pubblico è, come si suol dire, in delirio e applaude fino a spellarsi le mani prima di correre a complimentarsi con l’artefice di tanto divertimento. E Antonio è lì, dietro il palco, pronto ad accogliere tutti con un sorriso e l’augurio di poter tornare presto a divertirci.

Patrizia & Mauro Gattoni

(foto di Roberto Aquari)GALLIATE, 2nd September 2011 – For this date ‘Un Paese a Sei Corde’ joined forces with Galliate Master Guitar, a festival that has brought together guitarists of every genre for several years now, to pay homage to the memory of Valentino Airoldi who made the ‘first’ electric guitar in 1937. Unfortunately he didn’t patent it, meaning that its official birth was registered several years later in the USA. But on this cool September evening, we also want to claim back our right to listen to Antonio Forcione, another one of those talented Italians who has had to seek out a homeland abroad for his music.

The stage that has been set up for him seems excessively big for a solo guitarist and his first piece, ‘Heart Beat’, doesn’t seem so original as to justify Forcione’s fame. Nevertheless, it’s one of his most celebrated songs and it will certainly have acted as inspiration to many people. But from the piece that follows, things begin to change and turn into a crescendo that makes this concert an extraordinarily thrilling event. ‘African Dawn’ shows us Antonio’s African spirit, while ‘Alhambra’ that follows catapults us into the amazingly elegant atmosphere that only the Spanish can create. The climate gets hotter and hotter (excuse the paradox) with ‘The Cool Cat’, dedicated to the genius behind the Pink Panther – Henry Mancini. The sophisticated imprint of jazz in the piece doesn’t stop Forcione from expressing his more theatrical side as a clown, miming the drums that normally accompany the piece. It is no longer just a concert, but a show that steadily continues to enthuse the hearts of the public, who has filled the inner courtyard of the Castello Visconteo Sforzesco di Galliate and can’t help applauding throughout. But the tone changes in order to give us a truly sweet ballad, ‘Night Passage’, composed on a summer evening just like this one, and so it is only right it should be played this evening. Antonio however has Africa in his heart, above all South Africa and Zimbabwe, and he wrote ‘Madiba’s Jive’ using the rhythms from these places. It’s a beautiful tribute to the great Mandela. And little by little, piece after piece, the stage that had seemed so big, becomes completely filled by this fantastic artist, with his music and his capacity to engross his audience that laughs, applauds and cries together with him. Before the end of the concert (already?!) there’s just time for a cover of Marvin Gaye’s famous piece ‘I Heard it Through the Grapevine’, that doesn’t lose any of its original tenderness between Forcione’s fingers.

For the encore that’s heavily demanded, Antonio has kept by a surprise – a big blues that goes straight to the heart of his spectators, who certainly won’t forget this performance. Because ‘Acoustic Revenge’ isn’t simply a piece, but a whole show within a show, that gathers new developments as it goes – some of which are theatrical, like playing the guitar upside down on your knees or revisiting the famous scene from Jerry Lewis’s ‘Typewriter’ or even miming the ‘sensation of sound’ (we don’t know how to describe it any other way). The piece is almost ten minutes long and encompasses the very best of Antonio Forcione, from his musical bravura to his talent for mime. The public is, as you could say, delirious and applauds until their hands are raw, before running to congratulate the creator of such fun. And Antonio is there, behind the stage, ready to greet everybody with his smile and hoping to be able to come back soon to have some more fun.

Patrizia & Mauro Gattoni

(photo by Roberto Aquari)

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