Amplificare la chitarra acustica

The subject can make your legs shake, whoever bought a good acoustic guitar and tried to amplify it to play live, knows well what we’re talking about. Plastic like sound, feedback impossible to control, our beloved sound has gone, forever.

I have no solution, right now, and I don’t want to list an infinite series of pickups and amplifiers, I just want to put ideas together, and try to see things from a different perspective.

Let’s start in an unusual way:
My acoustic, when amplified, is not the same guitar anymore. If my sound comes out of two big speakers on the stage’ side, 100 times louder than what’s coming out of the soundhole, problem is not only how I amplify it, but the general approach must be reviewed. I have to face this new world, trying to manage volume and sound from my hands. I spent years trying to learn how to play, and now I have to start from the beginning? It’s not that bad, luckily.

And so here I am, looking for a new direction and a new place to stay, I’ll have things coming with me and I have to keep them in mind.

My problem is not just trying to adapt my playing to this new context, I have to amplify my instrument in the best way, but using pickups that fit my playing and my taste. There’s no rule, I think that two different pickups are a good solution, for me. At the moment my concert fingerstyle guitar is equipped with a magnetic soundhole pickup and a contact microphone under the top, some players use piezo and internal mic, others found other solutions. We often find some kind of microphonic pickup in the mix, trying to get a piece of our original sound.
Next step is mixing the two sounds: a good 2-channel preamp (a blender) allows us to equalize the two pickups in a different way, we can roll off the bass frequencies from the mic e soften the highs on the other source; the two sounds can be bad sounding on their own, but we’re interested in the final result, and this can be surprising. Attempts are very important, we must experiment with different systems, even if it’s not cheap.

Important thing to remind: the more good sounding our guitar, the more problems we’ll have amplifying it, it’s not a case if guitars born to be amplified have a dead sound.
Here’s a couple of possible solutions: a different guitar to play live, or a good parametric equalizer to cut the feedback problem.
This device (parametric EQ) is simpler than it appears: the three parameters are a way to find the problem, narrow it and gradually cut it until problem is solved. We have to remember that rolling off the general control for bass frequencies is a killer, not just for the note that feedbacks, but for the whole spectrum, and the overall sound will be compromised.
Some players use a stopper on the soundhole, I find this a problem, instead of a solution, as the strings are playing a lot less.

Last ring in the chain is the on-stage monitoring, speaker where are sound comes from, the external sound can be great, but if we hear a bad sound, our performance will suffer.
Easiest solution is buying a small amplifier designed for acoustic guitar, we’ll be able to find a good sound at home and being sure that at least that won’t change on stage. Some small amps sound very good and have two channels, so they’re not just a monitor but even a preamp.

Good luck.

L’argomento è di quelli da far tremare le gambe, chiunque abbia speso un pò di soldi per una buona chitarra acustica e abbia poi avuto bisogno di amplificarla per suonarci dal vivo, sa bene di cosa parliamo. Timbro nasale, feedback impossibili da controllare, il nostro amato suono che in tante serate casalinghe ci ha fatto compagnia, puff, svanito nel nulla.

Non ho una soluzione al momento, e non vorrei lanciarmi nella lunga lista della spesa, elencando pickup e modelli di amplificatori inutilmente, vorrei solo riassumere qualche concetto per cercare, se non di risolvere, almeno di arginare il problema.

Inizio con una banalità:
la chitarra amplificata non è più lo strumento acustico di partenza. Se il mio suono esce da due casse laterali al palco a volume 100 volte maggiore di quello proveniente dalla buca della chitarra, il problema non è solo il tipo di amplificazione usato, è il concetto generale che va rivisto. Devo rapportarmi a questa nuova situazione, gestendo volumi e timbri già dal mio modo di suonare, purtroppo. Dico purtroppo perchè ho passato anni a sviluppare certe caratteristiche tecniche, e ora mi trovo a dover ricominciare? Non è così, per fortuna, è più un adattamento che un iniziare da capo.

E allora cerco una direzione, faccio un tentativo per ritagliarmi uno spazio che prima non c’era, e in cui adesso devo per forza di cose essere. E nella mia direzione vanno diversi elementi, di cui sarà bene tenere conto.

Non devo solo adattare il mio modo di suonare al nuovo contesto, devo cercare di amplificare la chitarra nel modo più naturale possibile, ma anche in quello che mi si adatta meglio, a come suono, e al mio gusto. Non c’è una regola, io trovo che la combinazione di due sistemi molto diversi per suono e caratteristiche sia per me una buona soluzione. Al momento per quello che riguarda la mia chitarra da fingerstyle utilizzo un pickup magnetico alla buca ed un trasduttore microfonico a contatto sotto la tavola, ma alcuni usano piezo e microfono, altri ancora trovano soluzioni alternative. Molte di queste vedono nella configurazione un qualche tipo di microfono, a contatto o da buca, per cercare una parte del suono acustico del nostro strumento.

Fatto questo passiamo a “come” miscelare i suoni: un buon pre a due canali (chiamato anche blender, miscelatore) ci consente di equalizzare i canali in maniera differente, potremo ad esempio togliere le basse frequenze dal microfono e attenuare le alte dell’altra fonte; i due suoni presi singolarmente potranno essere anche brutti, ma è il risultato che ci serve, e questo, a volte, è sorprendente.
I tentativi sono fondamentali, si deve sperimentare fra diversi sistemi per trovare quelli più adatti a noi, e la cosa a volte non è proprio economica.

Una cosa importante è che se la chitarra che abbiamo è molto sonora, ci potrà creare problemi sul palco, non è un caso che chitarre che nascono amplificate suonino poco da spente.
Ecco allora due possibili soluzioni: una differente sei corde, meno sonora ma amplificabile senza problemi, o un buon equalizzatore parametrico, per cercare la frequenza che sul palco andrà in feedback, e tagliarla a nostro piacimento. L’equalizzatore parametrico è uno strumento meno difficile da capire di quanto si pensi: le tre regolazioni servono a selezionare una frequenza, stringere la curva su di essa il più possibile, e poi tagliarla gradualmente fino a che il problema sia risolto. Dobbiamo ricordare che ogni taglio generico sulle basse o medio-basse, ucciderà un mucchio di note prima e dopo la nostra, con il risultato che il suono di partenza sarà definitivamente compromesso.
Alcuni usano un tappo sulla buca, io trovo che rovini il suono già alla fonte, le corde non vibrano più, ed ecco che invece di una soluzione, ho creato un problema.

L’ultimo anello della catena sono i monitor, le casse da cui noi ci ascoltiamo, possiamo avere un suono meraviglioso per il pubblico, ma se l’ascolto sul palco non è buono, metteremo a rischio la nostra performance.
La soluzione più comoda e semplice è quella di comprare un piccolo ampli da acustica, avremo modo così di scegliere quello che preferiamo e settarlo al meglio, almeno un suono che ci siamo fatti a casa potremo portarlo con noi, eliminando una delle variabili impazzite più pericolose. Fra l’altro alcuni piccoli ampli hanno due canali, quindi non ci servirà solo da ascolto ma anche da preamplificatore a due canali.

Buona fortuna.

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  1. Daniele Bazzani Reply

    Ciao Emanuele,
    per il feedback suonando solo con un pickup tipo K&K puoi usare un equalizzatore parametrico o un anti-feedback specifico come quello della LR Baggs, io ti consiglio di provare ad abbinarci un magnetico, il suono migliora e il feedback diminuisce.
    Per avere più volume prova un normale Booster o (più economico) un equalizzatore a pedale Boss (grafico o parametrico) senza toccare nulla, solo il volume, di modo che ti dia un pò di botta quando serve.
    Con il Jam 150 fai un salto di qualità notevole, ma alcuni problemi di cui sopra non li risolvi, forse si attenuano, ma non del tutto.
    Continua a seguirci!

  2. Emanuele Reply

    Complimeti davvero per l’articolo, direi che riassume perfettamente il problema di tanti e quindi anche il mio.
    Suono con un 3io acustico (2 chit+1voce).
    Ho una Guild D4 che ho amplificato con pick-up KK-sound (3 pastigliette piezo incollate sotto piano armonico in corrispondenza ponte).
    Suono molto + caldo del classico undersaddle, ma non ho controlli (sistema passivo) e il feedback è una certezza.
    Quindi ho ovviato con un piccolo preamp esterno Shadow (controllo volume/treble/bass) + pedaliera Yamaha AG stomp.
    Tuttavia rimango con i seguenti problemi:
    . eccessiva sensibilità pick-up, se azzardo degli stoppati con mano dx su ponte spesso mi partono dei ciocchi fastidiosissimi
    . notevole sensibilità feedback che mi costringe a fare pesante uso dell’antifeedback pedaliera con suono finale completamente cambiato e..brutto
    . mi manca un modo semplice per tirar su il volume quando devo farmi sentire un po’ di + (ho provato un pedale volume ma non mi ci ritrovo, vorrei qualcosda che lo schiaccio e mi da 3-4dB in +).
    L’idea dell’ampli per avere un suono da palco collaudato e sicuro mi piace, è un pò che cullo l’idea di comprarmi un Jam150 SR di cui ho sentito parlare bene (ma sono 500€, non poco).
    Poi magari visto che fra un po’ faccio 40anni potrei avere la possibilità di cambiare guitar e qui l’incertezza aumenta ancora di +.
    Scusate se mi sono dilungato, è la prima volta che capito su questo sito, l’articolo ha colto talmente bene un po’ tutto quello che sperimento che mi sono lasciato un po’ trasportare:-)
    Saluti e buona chitarra a tutti.

  3. feliz Reply

    Grazie a te Daniele,
    adesso ho le idee più chiare. 🙂

    Ho scoperto il blog da poco, ma considerami già un “affezionato lettore”… 😉

  4. Daniele Bazzani Reply

    Ciao Feliz, e grazie di aver letto.
    La soluzione della chitarra nel mixer è ottima, gli ampli per acustica in definitiva dovrebbero avere (e di solito hanno) una resa molto simile a un piccolo impianto voci. Il problema è la qualità dello stesso, se è bassa è meglio avere almeno una sorgente sonora tua, che conosci; il secondo problema è come amplifichi lo strumento, è quello è molto soggettivo.
    E per l’altra domanda la risposta è si, per l’elettrica ci sono ampli dedicati, inadatti per l’acustica.

  5. feliz Reply

    Ciao Daniele,

    complimenti per l’articolo che ho trovato estremamente interessante.

    Da poco ho iniziato a suonare l’acustica per i live e ho provato anch’io quella frustrante sensazione di un suono completamente diverso, “finto”, rispetto quello non amplificato.

    Alcuni mi consigliavano di farla entrare direttamente nel mixer e farla uscire nell’impianto voce, ma da quel che ho sentito cambia.

    Trovo interessante la soluzione di un piccolo ampli con line out. Quindi, ti chiedo, per l’elettrica e l’acustica dovrei usare 2 ampli differenti? Credi che un compressore sull’acustica possa essere utile?

  6. luciano Reply

    Ho acquistato una Illotta triplo zero, che aveva un impianto molto bello, non saprei dirti quale, credo fosse svizzero, l’ho fatto togliere(cazzata…) perchè non suono amplificato; la chitarra era di Lupi che su quell’impianto con Illotta ci lavorò parecchio, mettendolo perfettamente a punto portando la chitarra ripetutamente dal costruttore dell’impianto.
    Poi ho sentito suonare a Conegliano in occasione della rassegna annuale di chitarra, un modello 000 di Illotta uguale con lo stesso identico impianto; aveva un suono incredibilmente acustico e naturale, tanto che mi sono veramente pentito di averlo fatto togliere sulla mia….
    ascolto spesso chitarristi acustici suonare amplificati , ma quello era veramente particolare.
    ciao
    luciano

  7. Daniele Bazzani Reply

    Grazie Luca, fa piacere sapere di non arrivare solo per la tecnica e il resto.

  8. lucapette Reply

    Articolo godibilissimo. Davvero ben scritto. A leggere un titolo del genere ci si aspetta un articolo con più tecnica e meno cuore. E invece… che bella sorpresa. 🙂

  9. Daniele Bazzani Reply

    Ciao Marco, il Trance Audio è uno fra i migliori sistemi che ho sentito dal vivo (lo monta Pino Forastiere sulla sua chitarra), molto naturale. Però è piuttosto costoso, ha un jack di uscita diverso dal solito, più grande (devi allargare il foro sulla fascia) e credo che per suonare davvero bene abbia bisogno del suo pre, piuttosto caro. Ci sono sistemi simili e alternativi, ti conviene sperimentare un pò.

  10. Marco Reply

    Ciao Daniele,
    per prima cosa complimenti per gli articoli sempre interessanti. Anche io mi sono posto sempre il problema “Che senso ha avere una chitarrona da svariate migliaia di euro (il mio sogno la Martin hd-28v) se poi alla fine sul palco suonerà come l’ultima delle ibanez di compensato?” A tal proposito ho visto che un certo Neil Young (che di martin se ne intende…), il cui suono live è, a mio parere, molto naturale, utilizza un sistema chiamato Frap, ora prodotto da Trance audio col nome di Amulet, basato su “lenti acustiche”. Il problema è che non si trovano moltissime informazioni o comunque prove del suddetto sistema. Tu cosa ne pensi?
    ciao

  11. Daniele Bazzani Reply

    Ciao Tommaso, e grazie delle belle parole.
    La tua soluzione è buona, come scrivevo sopra, anche se poi tutto dipende dal suono dell’impianto di sala, e di quanto il fonico sappia usarlo.
    Fammi sapere se risolvi!

  12. tompe Reply

    Ciao Daniele,
    innanzitutto ti faccio i miei complimenti: ti ho sentito suonare due anni fa a Milano (dividevi la serata con Tommy Emmanuel) e mi piace davvero la tua musica e il tuo modo di suonare.
    Complimenti anche per i tuoi scritti, che leggo qui e anche da altre parti.
    Mi ha fatto inoltre molto piacere poterti conoscere e scambiare due parole assieme al penultimo SHG, sempre qui a Milano.

    Vengo al tema dell’articolo: utilizzando un amplificatore da acustica sul palco (con cui, per quanto possibile, farsi “il proprio suono”) dotato di uscita di linea da mandare all’impianto, non si ottiene lo stesso suono anche per il pubblico? Non si risolve, perlomeno in parte, il problema?
    ciao

    Tommaso

  13. futre Reply

    ma non sarebbe più semplice usare una chitarra elettrica?

    🙂

    vabbè, torno ai miei script.

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