Alberto Caltanella a Un Paese a Sei Corde

Ronco è un delizioso borgo affacciato sul Lago d’Orta, in cui il tempo sembra essersi fermato. Incastonata fra le case di pietra sorge l’antica chiesa di San Defendente, sul cui minuscolo sagrato si è tenuto il 29 agosto il concerto di Alberto Caltanella. Al pubblico che solitamente segue tutte le tappe di “Un Paese a Sei Corde”, si sono aggiunti nell’occasione anche quanti erano arrivati per assistere allo spettacolo pirotecnico che si svolgeva dall’altra parte del lago. Nel tornare alle proprie vetture sono stati ‘catturati’ dalle note di questo incredibile musicista.

C’era gente ovunque: nel porticato della chiesa, sui muretti, nelle stradine che lì convergono; e per Alberto la sensazione deve essere stata di grande calore, come in un vero concerto unplugged degli anni ’70. Ha aperto con “Festival”, dedicato nell’occasione alla manifestazione che lo ospitava e tratto da L’albero della vita, suo ultimo cd, e ha proseguito con “Buon viaggio”, da Il profumo dell’acqua. La grande abilità di Alberto, sia come autore che come esecutore, è stata da subito evidente e ha suscitato grande entusiasmo fra i presenti. La sua formazione classica e la passione per la musica antica l’hanno portato a comporre “Saltarello”, di ispirazione rinascimentale, ma anche ad arrangiare in maniera delicatissima “Danny Boy”, un classico irlandese. “Norvegian Wood” dei Beatles, uno scatenato “My Grass” e poi a seguire la struggente “Ave Maria” di Schubert hanno dato prova dell’ecletticità e della preparazione di questo chitarrista, capace di destreggiarsi al meglio fra tutti i generi musicali. Qualche battuta per riempire le pause dei cambi di accordatura ed eccolo pronto ad affrontare nientemeno che l’Intermezzo dalla “Cavalleria Rusticana” di Mascagni, in un arrangiamento ricco di poesia. Dopo l’immancabile omaggio a John Lennon, Alberto ha poi eseguito “L’albero della vita”, con cui ci ha spiegato la sua visione della vita, paragonabile a un grande albero che cresce in un’unica direzione, ma con tante sfaccettature quanti sono i suoi rami. Per poi cimentarsi anche con un blues, “Flat Fuga Blues”.

“Flat Fuga Blues”

Ancora un paio di brani dal suo primo cd e poi la conclusione con “The Girl in the Wooden House”, col gioco degli ‘effetti teatrali’ e l’aiuto del buon Domenico Brioschi, che ha aggiunto la magia di un sottofondo di grilli e passi nel bosco, gli stessi che si possono ascoltare sul disco.

“The Girl in the Wooden House”

Non poteva naturalmente mancare il brano inserito nel cd 34 volte amore, che ci ha fatto conoscere Alberto in giugno all’apertura di “Un Paese a Sei Corde”. “Ritornerai” di Bruno Lauzi è stato dunque il bis, molto intenso e applauditissimo, con cui questo chitarrista straordinario si è definitivamente congedato, dopo una serata di magnifica musica e grande simpatia, che ha saputo davvero toccare tutte le corde dell’anima.

Patrizia & Mauro Gattoni

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