Alberto CaltanellaL’albero della vitaTree of LifeFingerpicking.netAlberto CaltanellaL’albero della vitaTree of LifeFingerpicking.net

Forse da un flatpicker, più che da un fingerstyler, ci si aspetterebbe una maggiore fedeltà ad uno standard musicale a stelle e strisce, una certa predisposizione a ricalcare orme intrise di country e bluegrass. Più di un figerstyler, infatti, un flatpicker ha a disposizione un repertorio, su cui formarsi, maggiormente caratterizzato e caratterizzante per genere musicale.

Alberto Caltanella, invece, ha intrapreso un percorso molto personale, mettendo la sua ottima tecnica al servizio di una musica varia, personale, con precisi riferimenti europei, privilegiando l’aspetto melodico nelle sue composizioni e nella scelta degli standard da arrangiare (molto bella la sua interpretazione della “Ave Maria” di Franz Schubert – ve l’aspettereste da un praticante del plettro?) pur non disdegnando ritorni alle origini, sempre personali, nel bluegrass (come nel brano “My Grass”, appunto…).
Anche in questo suo secondo CD, di recente uscita per l’etichetta Fingerpicking.net, Alberto, com’è naturale che accada in un musicista che matura col tempo, ha sentito l’esigenza di esplorare nuovi confini (l’utilizzo, oltre alla standard, di sei diverse accordature alternative ne è la conferma) ricercando anche altri suoni cui accompagnarsi. La voce di Michela Grena, i flauti di Mauro Martello, le corde di Riccardo Alfarè o la sua stessa chitarra in sovraincisione: innesti che danno alla sua musica respiri nuovi, diversi, per poterla vivere non limitata al suo strumento solista.
I nove brani originali e i tre arrangiamenti proposti da Caltanella si susseguono sobriamente, alternando generi e colori, sorprendendo anche chi, dopo una partenza movimentata con “Festival” e “Flat Fuga Blues”, incontra l’Intermezzo dalla “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e poi si ritrova ad ascoltare “Both Sides Now” di Joni Mitchell (con la voce di Michela Grena), oppure quando dopo un “Saltarello” resta ammirato di fronte all’“Ave Maria”.
Sarà forse la suggestione creata dalla copertina, dai colori di questo bosco ricco più di luce che di ombre, dall’espressione di Alberto tranquilla, in armonia con la natura che lo circonda, ma l’ascolto di questo CD (complice la qualità delle registrazioni) riesce a trasmettere una piacevole sensazione di freschezza, di serenità, ponendo l’ascoltatore nell’ideale stato d’animo di chi vuole fermarsi, sedersi e abbandonarsi alle storie che questo bravo musicista gli vuole raccontare.

Alfonso Giardino

Coming from someone who is more of a flatpicker than a fingerstyler, perhaps you would expect greater fidelity to a North American musical style, a certain intrinsic predisposition to follow in the footsteps of country and bluegrass. In fact, a flatpicker has a wider repertoire at his disposal to learn from – that is more characterized by and characterising of a musical genre – than a fingerstyler has.

On the other hand, Alberto Caltanella has ventured down a very personal path, putting his excellent technique to the service of his diverse and personalised music, with precise European references. He privileges the melodic aspect of both his compositions and choice of standards to arrange (his interpretation of Franz Schubert’s “Ave Maria” is truly beautiful – would you expect that from a plectrum player?) while he doesn’t disdain returning to his bluegrass origins, in a personal way (as in the piece “My Grass” – exactly!).
In this his second CD either, recently released by the label Fingerpicking.net, Alberto felt the need to explore new limits, as is natural that should happen with a musician who matures over time (the use of six different alternative tunings, in addition to the standard one, is a proof about it), and tried to find new sounds with which to accompany himself: Michela Grena’s voice, Mauro Martello’s flutes, Riccardo Alfarè’s strings and Alberto’s own overdubbed guitar are all insertions that give his music new breath and variety, enabling it to live and be free of the limitations of a solo instrument.
The nine original pieces and the three arrangements put forward by Caltanella follow each other soberly, alternating genres and colours, full of surprises: after a lively departure with “Festival” and “Flat Fuga Blues”, we come to the Intermezzo from Pietro Mascagni’s “Cavalleria rusticana” and then jump back to listening to Joni Mitchell’s “Both Side Now’ (with vocals by Michela Grena); and placed immediately after a “Saltarello”, you remain in awe before the “Ave Maria”.
It might perhaps be a result of its suggestive cover, created by the colours of woodland richer in light than shadow, and by Alberto’s calm expression in harmony with the nature that surrounds him, but listening to this CD (the quality of the recordings also plays its part) manages to transmit a pleasurable sensation of freshness and serenity – it places the listener in the ideal mood for pausing, sitting back and giving oneself over to the stories this excellent musician wants to tell you.

Alfonso Giardino

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  1. Francesco Longo Reply

    GRANDE …..

  2. lelebike Reply

    Ciao Alberto
    ci vediamo stasera, porta una copia di contrabbando………
    Ciao Daniele

  3. Alberto Caltanella Reply

    Ciao Alfonso, grazie per la bella recensione.
    Immagino che, per aver colto così bene molti aspetti emotivi del disco, tu abbia davvero fatto una full immersion (a discapito del tuo tempo libero) 😉

    Un abbraccio
    Al

  4. Alberto Caltanella Reply

    Ciao Daniele,
    se vuoi fare un salto sabato 29 al mio concerto vicino Mestre (vedi calendario) mi farebbe piacere, grazie.
    Al

  5. lelebike Reply

    Ciao Alberto
    mi sa, visto che abitiamo vicino che il cd vengo a prenderlo a casa tua “prodotto a KM 0” di sicuro sarà grande.
    Ciao Daniele Mattiello

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