AER Pocket Tools Colourizer 2

(di Marco Alderotti) Presentato di recente, ma a catalogo da alcuni anni, il Colourizer 2 di casa AER è un preamplificatore/D.I. a stato solido per strumenti acustici e microfoni, oggi giunto alla sua seconda generazione con poche novità, ma decisamente interessanti.

Di dimensioni molto contenute, addirittura riponibile dentro la custodia della nostra chitarra, il Colourizer nasconde un cuore estremamente pulito e dinamico e, in particolar modo, in questa nuova versione sono stati migliorati i convertitori interni, aumentando le prestazioni e la silenziosità della macchina.

Anteriormente è caratterizzato da un unico input di tipo bilanciato, con la possibilità di selezionare tramite interruttore i classici cavi jack o XLR. Adiacente all’ingresso è presente un’uscita denominata Bypass, che probabilmente è la novità più interessante, voluta direttamente da Tommy Emmanuel in modo tale che parte del segnale esca senza alcun processamento dalla macchina stessa. Infatti Tommy in situazioni live predilige avere sempre due segnali: uno generato dal Colourizer, che tramite uscita D.I. va direttamente al mixer; l’altro dall’uscita Bypass con la chitarra che entra nell’amplificatore (il classico Compact 60 sempre di casa AER, di cui oggi è disponibile anche il modello signature), equalizzando il segnale in maniera diversa. La configurazione sembra complessa, ma in realtà è molto semplice e funzionale, e direi capace di un suono notevole. Concludiamo la descrizione della parte frontale con la spia verde di accensione (Power).

Nella parte posteriore, oltre alla presa per l’alimentazione a 24 V (a corredo vengono forniti sia l’alimentatore che una robusta gigbag a protezione dell’apparecchio), abbiamo l’uscita D.I., la Line Out e per ultimo un piccolo interruttore 24 V Phantom Power, da usare quando dobbiamo alimentare microfoni a condensatore.

Il pannello controlli invece è costituito da tre file di potenziometri e interruttori e, partendo dal primo in alto a sinistra, troviamo il pot del Gain, il cui compito è quello di controllare il livello di ingresso. A seguire un piccolo interruttore che permette di scegliere sull’input quale sorgente vogliamo utilizzare (jack/XLR); la spia rossa Clip indica lo stato di sovraccarico e, in tal caso, va ridotto il Gain per mantenere sempre un segnale pulito, senza degradi. Ancora a seguire: Volume per uscita D.I., Volume per uscita Line Out più interruttore Phase (0°/180°) per inversione di fase. La fila sottostante è caratterizzata da due distinti circuiti, Tone ed Enhancer. Il circuito Tone ha il compito di effettuare un bilanciamento del tono tramite le regolazioni a sua disposizione: Balance è semplicemente un controllo del bilanciamento dell’enfasi del tono; Intensity è il suo livello. Il circuito Enhancer, una volta attivato tramite l’apposito interruttore, arricchisce il suono enfatizzando gli armonici naturali. Di seguito abbiamo l’equalizzatore di tipo parametrico con Level, Bandwidth e Frequency, ossia livello, controllo larghezza di banda del filtro e frequenza del filtro. Per ultimo lo switch F1/F2 che gestisce separatamente due bande di frequenze a nostra scelta: F1 (90 Hz – 1.6 kHz), F2 (680 Hz – 11kHz).

Passiamo alla prova pratica vera e propria, precisando che il Colourizer lo possiamo concatenare nel nostro setup tra chitarra e ampli, o direttamente nel mixer. Sta di fatto che AER specifica che la macchina è stata progettata per fornire un segnale più forte, più ricco e addirittura più stabile. Il test è stato realizzato con una catena ampli-chitarra di proprietà, quindi con suoni noti e ben rodati. Fatto ciò, colleghiamo la D.I. tra chitarra e input dell’ampli, regolando il Gain a ore 11, il Volume e tutti gli altri controlli a metà corsa. Enhancer è per il momento escluso, e già dalle prime note si percepisce un miglioramento di suono. Come ripeto, non stravolge la timbrica, ma semmai va in un certo senso a sostenerla e a migliorarla, rendendola stabile e ricca di frequenze. Quale che sia la tecnica usata, essa viene valorizzata: che sia strumming, fingerstyle, percussioni, tapping… i risultati sono assicurati.

Proviamo ora a inserire il controllo Enhancer tramite il suo interruttore e, gradualmente, con il pot Intensity incrementiamo la quantità: qui veramente si ha un discreto cambiamento del suono, con una bella apertura armonica che in alcuni casi può essere di aiuto. Non è detto che sia da utilizzare su qualsiasi chitarra, ma al di là di tutto il risultato è molto bello e naturale. Sottolineo che, modificando qualsiasi regolazione, il timbro che si ottiene è sempre di gran qualità, con una dinamica incredibile e una pulizia sopra la media. Ricordiamoci che AER ha sempre puntato a realizzare sistemi di amplificazione il più neutrali possibile e molto vicini alle caratteristiche unplugged dello strumento.

Ottimizzato per funzionare al meglio sia con chitarre elettroacustiche che con strumenti microfonati in modo tradizionale, il Colourizer è una macchina perfetta sia in ambiente live che in studi di registrazione, regalando sempre e comunque un risultato professionale e di altissima levatura, sia in front all’ampli che diretto in un banco mixer. Personalmente non ho resistito e me lo sono comprato, ma consiglio sempre una prova diretta con il proprio strumento. Il prezzo è un po’ alto, addirittura pari a diversi piccoli amplificatori oggi in commercio, ma ne vale la pena.

marcoalderotti1966@gmail.com

Scheda tecnica

AER Pocket Tools Colourizer 2

Tipo: preamplificatore/D.I. per strumenti acustici e microfoni

Costruzione: Germania

Distributore: Backline

www.backline.it

Input: 1 bilanciato (jack/XLR)

Output: D.I./Line Out

EQ: filtro parametrico

Alimentazione: 24 V

Dimensioni: 65 x 105 x 135 mm

Peso: 0,480 kg

Prezzo: € 439 (IVA inclusa )

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