ADGPA 2017 – Il Rendez-Vous nelle terre del prosecco

(di Andrea Carpi / foto di Maurizio Cuzzolin) – La ventiquattresima edizione della convention della Atkins-Dadi Guitar Players Association italiana, ospitata quest’anno per la dodicesima volta consecutiva dal Guitar International Rendez-Vous, si è svolta dal venerdì 7 alla domenica 9 luglio nella bellissima Villa Brandolini di Pieve di Soligo, con l’appendice dell’ultimo concerto nell’altrettanto bel chiostro dell’Ex Convento di San Francesco a Conegliano. La manifestazione è stata purtroppo funestata da un tempo particolarmente inclemente: anzitutto con l’improvvisa e violentissima grandinata prima del concerto di venerdì, che ha dovuto riparare in fretta e furia nella sala conferenze della villa; poi con la pioggia che ha interrotto sul più bello il concerto del sabato, a sua volta ripreso all’interno della sala conferenze. Tuttavia, grazie all’impegno degli splendidi soci operativi dell’ADGPA e del bravissimo fonico Gianni Quintavalle, il tutto ha potuto comunque svolgersi nel migliore dei modi possibili.

La tradizionale amicizia con le consorelle francesi e con l’associazione Issoudun Capitale de la Guitare, che organizza l’annuale Festival Guitare di Issoudun, dà sempre l’opportunità all’ADGPA italiana di invitare grandi artisti internazionali che non hanno facilmente occasione di farsi conoscere e di venire a suonare nel nostro paese. Quest’anno è stato il caso di Raphaël Faÿs, uno straordinario virtuoso proveniente da una tradizione familiare manouche, il quale ha sviluppato la sua eredità gipsy jazz attraverso una formazione di chitarra classica e un’innamoramento per il flamenco, per giungere a una sintesi originale dei due grandi filoni della musicalità nomade europea. Nell’immaginario dei soci ADGPA, la sua leggenda è legata in particolare alla memorabile partecipazione nei brani “Sonia” e “Two Days With Charlie” al concerto del 1977 di Marcel Dadi con Chet Atkins all’Olympia di Parigi, testimoniato nell’album Dadi and Friends Volume 2 – Olympia 77 – avec Chet Atkins. A lui abbiamo dedicato la copertina di questo mese e un articolo nelle pagine seguenti.

La sua esibizione nel concerto del sabato sera è stata degnamente introdotta dal Manomanouche Duo, versione ridotta alle due chitarre di Nunzio Barbieri e Luca Enipeo del gruppo storico del gipsy jazz italiano, reduce dal tour europeo di Paolo Conte del 2016. I due hanno suonato una brillante carrellata di standard del genere e di brani originali, conclusa con una versione strumentale del “Vecchio frac” di Domenico Modugno, che il gruppo ha inciso nel suo disco più recente Manomanouche & Voice – Live in Pechino (2011). Barbieri ed Enipeo sono stati poi richiamati sul palco da Faÿs per una travolgente “Sweet Georgia Brown”.

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Manomanouche Duo

Altri grandi ospiti francofoni sono stati Cécile Cardinot & Olivier Bensa, che hanno animato il concerto finale di domenica sera. Bensa è un chitarrista e compositore classico, noto in particolare per le sue interpretazioni delle musiche di Leo Brouwer (Olivier Bensa interprète Léo Brouwer, Chant du Monde, 1985); Cardinot è una sua ex allieva, che ha avuto il merito e il privilegio di formare un durevole sodalizio artistico con il maestro, rivelando nel corso degli anni – accanto alle doti chitarristiche – un incantevole talento naturale di cantante con un cristallino timbro di soprano.

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Cécile Cardinot & Olivier Bensa

Insieme si sono mossi in un territorio musicale latinoamericano, con composizioni originali di Bensa e brani di autori come Baden Powell e Vinícius de Moraes, Luiz Bonfa, Astor Piazzolla, e in ambito di musica antica con “Come Again” di John Dowland e “Lascia ch’io pianga” di Händel, fino alla divertente filastrocca infantile “I bought Me a Cat” nella rielaborazione di Aaron Copland, con tanto di virtuosistiche imitazioni vocali di versi animali. Divertente e istruttivo anche il quiz che i due hanno proposto e che consisteva nel riconoscere una notissima canzone americana, dietro l’arrangiamento strumentale in rigoroso stile rinascimentale inglese: nessuno l’ha riconosciuta prima dell’ingresso della voce, e si trattava di “Blowin’ in the Wind”! Grande è stato il successo di pubblico dei due artisti.

Il terzo ospite internazionale dei concerti serali, Agustin Amigo, è originario delle Canarie e vive in Germania. È un ‘pallino’ del presidente della ADGPA, Marino Vignali, per come riesce a far suonare bene, con una sonorità pulita, lineare e piacevolissima, i suoi arrangiamenti strumentali di grandi successi pop, da “With or Without You” a “Video Killed the Radio Star”, da “Gabriel’s Oboe” e “Falls” dalla colonna sonora di The Mission a “Come Together”. E per come riesce a infondere la stessa piacevolezza anche ai suoi brani originali, come l’inedita “Back to You” dal trascinante ritornello.

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Agustin Amigo

Il tutto attraverso l’uso del thumb pick con una tecnica fingerstyle che incorpora efficaci elementi di strumming, su una chitarra Naga SSJW-46C amplificata con pickup Carlos Juan VIP DM. Alcuni suoi trucchi li ha spiegati nel seminario che ha tenuto all’indomani del suo concerto. Alla base c’è un uso creativo di un capotasto parziale Shubb C7, che – nel verso impiegato prevalentemente da Agustin – tiene premute la quinta, quarta e terza corda. In questo modo, posizionandolo al II tasto, si ottiene ‘a vuoto’ un’accordatura Mi Si Mi La Si Mi, in pratica un DADGAD un tono sopra; con il vantaggio che, nelle porzioni utilizzabili della tastiera, si possono usare le stesse diteggiature dell’accordatura standard, il che è molto utile per poter improvvisare nei modi consueti. Utilizzando inoltre, per suonare nella tonalità ‘reale’ di Mi, alcuni accordi base della tonalità di Re, si ottengono degli accordi che suonano bene: la posizione del RE produce un accordo di MI; la posizione del SOL produce un accordo di LAadd9; e la posizione del MIm produce un accordo di FA#m11/Mi. Similmente, posizionando il partial capo al IV tasto, si possono trovare delle sonorità interessanti utilizzando le posizioni della tonalità di Sol per suonare nella tonalità ‘reale’ di Si.

L’ospite italiano di maggiore spicco è stato il colladauto duo composto da Vittorio De Scalzi con Andrea Maddalone, che negli ultimi anni hanno girato volentieri i festival di chitarra acustica, dove li abbiamo incontrati già un paio di volte. Con loro si svolge naturalmente l’entusiasmante rito della rievocazione storica dei New Trolls, di cui De Scalzi è stato fondatore, con incursioni nel repertorio di Fabrizio De André, che collaborò alla stesura del primo album del gruppo genovese, Senza orario senza bandiera del 1968, oltre che nelle più recenti composizioni dello stesso De Scalzi, che porta avanti ancora oggi la sua attività di autore e interprete. La conclusione è affidata a “Miniera” e a “Quella carezza della sera”, da cantare in coro con un pubblico in buona parte commosso.

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Vittorio De Scalzi con Andrea Maddalone

L’inesauribile Alberto Grollo, anima organizzativa del Rendez-Vous, ha avuto dal canto suo il merito di portare alla convention un angolo di spettacolo teatrale, attraverso un assaggio della colonna sonora della sua prima commedia musicale Non c’è luce senza ombra – ovvero Destinato a portare la gioia nel mondo. L’opera rientra nell’ambito delle iniziative di Conegliano-Valdobbiadene ‘Città Europea del Vino 2016’ e racconta il lavoro contadino, la cultura e le tradizioni di questa terra del prosecco, attraverso le canzoni dei più significativi cantautori locali come Claudio Comuzzi, Stefano Dall’Armellina, i Do’Storieski (Alberto Cendron e Leo Miglioranza), Massimo Marzi e lo stesso Grollo. Con Alberto al canto e alla chitarra erano sul palco i cantanti Stefano Dall’Armellina, Claudio Comuzzi e Federica Daniele, i musicisti Rosalba Peruzza alla fisarmonica, Paolo Callegaro alle percussioni e Piero Brovazzo alle tastiere, con l’ausilio della voce narrante di Margherita Piccin.

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Alberto Grollo & Friends

Roberto Bettelli, uno dei partecipanti più assidui alle Convention ADGPA, ha presentato quest’anno – in un seminario e nel concerto di domenica – un monumentale lavoro di arrangiamento per sola chitarra fingerstyle delle canzoni dei Beatles, culminato nel CD Beatles Tribute, che contiene in poco più di un’ora ben ventidue titoli dei Fab Four, con l’aggiunta di un medley di quattro brani. In queste rielaborazioni Roberto si muove, sempre in accordatura standard, dal fingerstyle raffinato e contrappuntistico di stile classico all’efficace picking alla Dadi e alle incursioni più ritmiche in strumming, senza disdegnare – quando necessario – di posizionare la chitarra come un violoncello o una lap steel. L’amico Alberto Grollo gli dedica più avanti una bella intervista.

Uno dei compiti in cui l’ADGPA si impegna con passione, attraverso le sue convention, i suoi seminari e il suo concorso “Chitarrista emergente”, è la formazione e la promozione dei nuovi talenti. È così con grande piacere che ho ritrovato quest’anno Nicola Oliva, brillantissimo allievo di Pietro Nobile e vincitore nel 2006 del concorso allora chiamato “Giovane chitarrista dell’anno”.

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Nicola Oliva

In questi anni Nicola si è dedicato con successo alla professione musicale, vantando collaborazioni con artiste quali Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia e Linda Valori, fino a entrare come parte integrante della band di Laura Pausini. In questi contesti ha conosciuto la sua anima gemella nella musica e nella vita, la bravissima cantante Claudia D’Ulisse. Insieme hanno dato vita a uno stabiliante set durante il concerto di sabato, spaziando dal blues al soul e al funky con canzoni come “Funny (But I Still Love You)” di Ray Charles, “Empire State of Mind” dal repertorio di Jay-Z e Alicia Keys, un tributo a Norah Jones con “Don’t Know Why” e “Louisiana Sunday Afternoon” dal repertorio di Diane Schuur.

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Claudia D’Ulisse

Con altrettanto piacere ho constatato la grandissima crescita di Emanuele Grafitti. L’ho conosciuto che era ventunenne a Madame Guitar del 2013, già bravissimo tecnicamente, con una solida preparazione accademica e un’orientamento jazzistico, ancora un po’ acerbo nella sua nuova passione per il fingerstyle e nella composizione. Evidentemente ha messo più che bene a frutto gli ultimi anni, vincendo l’anno scorso al “Chitarrista emergente” e ricevendo ulteriori stimoli dalla partecipazione al Festival Guitare Issoudun. Lo ritroviamo quest’anno con il nuovo album Emanuele Grafitti, decisamente interessante, e un repertorio di brani tutti originali, che denotano una felice maturazione del suo estro compositivo.

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Emanuele Grafitti

Concludiamo con la vincitrice del “Chitarrista emergente” 2017, Paola Selva, che ha partecipato negli ultimi tempi a diversi altri concorsi, giungendo finalista ma senza conquistare il titolo ad “Arrangiatevi!” di Acoustic Franciacorta e a “Obiettivo MAF” di Musica a Fiorano nel 2015, così come allo stesso “Chitarrista emergente” dell’anno scorso. La sua sospirata e meritata vittoria, d’altra parte, non è avvenuta senza doversi impegnare al massimo contro i suoi agguerriti amici ‘concorrenti’: i bravissimi Miche Archetto, Francesco La Barbera e Tommaso Pelliccia nella seconda selezione; e i due altri finalisti Gabriele Dusi e Danny Trent.

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Paola Selva

Tanti auguri a Paola, e tanti auguri alla prossima edizione del Guitar International Rendez-Vous!

Andrea Carpi

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