Acoustic Night – 13 Quattro musicisti per venti strumenti

Beppe Gambetta ci aveva salutato l’anno scorso esprimendo tutta la soddisfazione per la casa da poco acquistata nella zona rurale del paesino di Stockton, nel New Jersey, dove risiede ormai in modo stabile per buona parte dell’anno: «È un posto meraviglioso, dal quale in un’ora siamo a New York, a Filadelfia. Partiamo per tutte le nostre tournée in macchina, e la costa dell’Est è una culla della musica: c’è la possibilità di incontrarsi con questa minoranza fatta di gente come Nora Guthrie, Pete Seeger». E quest’anno Beppe è tornato nella sua Genova con un album tutto americano, The American Album, e una Acoustic Night a sua volta fortemente americana, ma non solo.

strumenti_1

L’album è un tributo alle radici musicali del Nordamerica, assai diverso dal primo Dialogs del lontano 1988, dove Gambetta duettava come un appassionato allievo con i suoi maestri d’oltreoceano, e dai suoi viaggi di andata e ritorno tra vecchio e nuovo mondo, che hanno animato i suoi dischi successivi. Diverso perché nel frattempo ha costruito una propria personalità musicale complessa, che gli permette di interpretare il materiale del suo paese di adozione con autonomia e distacco poetico, esplorando le varie modalità espressive con cui poter prendere spunto da quel vasto repertorio. È un disco molto semplice di sola chitarra e voce, con poche essenziali sovraincisioni, nel quale Gambetta si espone completamente solo e senza tentennamenti di fronte al colosso che l’ha accolto, come il manico della chitarra acustica che si erge in copertina in mezzo ai grattacieli.
La tredicesima edizione della Acoustic Night, con tre serate dal 2 al 4 maggio al Teatro della Corte di Genova, si è sviluppata d’altra parte intorno all’eclettismo di tre ‘amici americani’ d’eccezione, con la catteristica comune di essere ‘polistrumentisti’.

jorgenson-gambetta-dowling

Il più famoso è John Jorgenson, quasi una rock star per la sua partecipazione a gruppi storici come la Desert Rose Band e gli Hellecasters, la sua collaborazione pluriennale con Elton John e il suo lavoro in sala di registrazione con artisti come Luciano Pavarotti, Bonnie Raitt e Benny Goodman. Bambino prodigio cresciuto in una famiglia di musicisti nel sud della California, suonava già il pianoforte e il clarinetto all’età di otto anni, e a quattordici anni era già un chitarrista professionista, spaziando in diversi stili. Negli ultimi anni, con il suo John Jorgenson Quintet, si è dedicato con particolare passione al gipsy jazz. Gambetta lo conosce fin dai tempi del suo primo album Dialogs. Nelle serate dell’Acoustic Night, Jorgenson ha cantato e suonato la chitarra acustica, manouche ed elettrica, il clarinetto, l’ukulele, il mandolino, il bouzouki greco, il basso e le percussioni.
Nato nella Repubblica Ceca, Radim Zenkl si è trasferito negli Stati Uniti dal 1989. Conosceva Beppe già da prima, poiché quest’ultimo era uno dei pochi artisti occidentali ad essere invitato ai festival acustici in Cecoslovacchia ai tempi della ‘cortina di ferro’. Radim ha iniziato studiando pianoforte, canto e chitarra, prima di innamorarsi del mandolino americano e del bluegrass. La sua musica si divide tra i nuovi amori americani e la riscoperta della tradizione musicale dell’Europa dell’Est. Ha collaborato con artisti del calibro di David Grisman, Bela Fleck, Modern Mandolin Quartet, Preservation Hall Jazz Band. Al Teatro della Corte ha suonato il mandolino e la mandola, l’ukulele e il bouzouki irlandese, il basso e le percussioni, il flauto traverso e diversi strumenti a fiato etnici come il flauto della Moravia, la fujara della Slovacchia e il didgeridoo.

zenkl-jorgenson-gambetta-dowling_2

Mike Dowling ha suonato con la band di Vassar Clements, collaborato con Jethro Burns e Joe Venuti, lavorato per lungo tempo in studio a Chicago e a Nashville, dove ha scritto canzoni e suonato per artisti come Kathy Mattea ed Emmylou Harris. Negli ultimi anni si è dedicato principalmente alla carriera solista e all’insegnamento in diversi guitar camp. A Genova ha cantato e suonato la chitarra archtop e diversi tipi di chitarre resofoniche, dobro, lapsteel, slide guitar e basso.
Dal canto suo Beppe Gambetta, oltre che alla voce e alla chitarra, si è esibito al banjo chitarra, all’ukulele, al basso, al bouzouki e alla neo-battezzata ‘bouzarra’, uno strumento di liuteria a cavallo tra chitarra e bouzouki e accordato in modo particolare, con i due cantini doppi a una distanza di quarta e i due bassi sempre doppi a una distanza di quinta.
Con una tale varietà e quantità di strumenti, e con la grande disponibilità e impegno dimostrati dai musicisti ospiti a complemento della loro riconosciuta professionalità, non poteva che venir fuori uno spettacolo di estrema ricchezza, con notevole fantasia di arrangiamenti e ampio spazio dedicato all’improvvisazione. Il repertorio ha spaziato senza soluzione di continuità dal country al bluegrass e alla musica hawaiana, dal gospel al blues e al boogie, dal New Orleans allo swing e al jazz manouche, dalle composizioni originali ispirate al folklore dell’Europa orientale fino ai brani tratti dal nuovo album di Gambetta. Meritano in particolare di essere citati: “Trying to Get to Heaven”, un gospel dedicato alla recente scomparsa di Bob Brozman; “The Hukilau Song” con tre ukulele, chitarra lapsteel e cori;  l’emozionante arrangiamento della tradizionale “The Cuckoo”, caratterizzato dall’inconsueto accostamento tra didgeridoo e chitarra resofonica; il brano originale “Steamboat Bill” di Dowling con bouzouki greco, bouzouki irlandese, ‘bouzarra’ e slide guitar; e “Man of Mystery”, arrangiamento manouche di un brano degli Shadows.
Il tutto reso piacevolmente scorrevole e senza cali di tensione, anche grazie alla sapiente regia, scenografia e cura del suono, e ai consueti simpatici ‘siparietti’ di Beppe. Il pubblico ha risposto con caloroso entusiasmo, aiutato dal clima di simpatia che si è venuto costruendo intorno alla manifestazione genovese, vissuta ormai come una garanzia alla quale ci si affida con serena fiducia. Nelle pagine che seguono troverete le interviste realizzate per l’occasione con Beppe Gambetta e John Jorgenson, mentre saranno pubblicate nel prossimo numero quelle realizzate con Radim Zenkl e Mike Dowling.

PUBBLICATO
Chitarra Acustica, 6/2013, pp. 20-22

...sull'Autore
Redazione

Lascia il tuo commento

*

Captcha * Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.