15 anni di Acoustic Guitar Meeting – Intervista ad Alessio Ambrosi

Sono trascorsi quindici anni da quando Alessio Ambrosi ha deciso di ascoltare la ‘voce del suo cuore’ e di fondare coraggiosamente un festival, anzi un meeting, dedicato alla chitarra acustica. Da allora l’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana è diventato un punto di riferimento imprescindibile per il movimento della chitarra acustica, che parallelamente si è andato sviluppando in dimensioni sorprendenti nel nostro paese. In questa intervista Alessio ha l’occasione di raccontarci tutte le gioie e i dolori, le fatiche e le soddisfazioni che ha incontrato nel portare avanti un’impresa del genere. In una stagione come questa, che ha conosciuto la defezione del Music Italy Show, vale a dire della fiera nazionale degli strumenti musicali, il Meeting di Sarzana si trova di fatto a rappresentare un’importante risorsa e un motivo di speranza non solo per il mondo della chitarra acustica, ma per il settore musica nel suo complesso.

Alessio Ambrosi

Non tutti, me compreso, conoscono il Meeting dall’inizio: come racconteresti la gestazione e la nascita di questa tua creatura?
La passione per la chitarra acustica mi accompagna dall’età dell’adolescenza, negli anni irripetibili dei dischi scoperti e ascoltati come pionieri, quando la musica ci faceva sognare ‘un mondo diverso’. Anche se amavo le band elettriche e l’energia del rock, erano le atmosfere acustiche quelle che mi affascinavano di più. Quel suono cristallino della chitarra acustica ben registrata in studio, che si ascoltava sia in dischi concepiti per lei, insieme magari a meravigliosi impasti vocali in stile west coast, folk inglese, country, sia in registrazioni più ‘dure’, dove talvolta costituiva la base ritmica e l’atmosfera di fondo su cui costruire un tessuto musicale più complesso ed energico. Così, a tredici-quattordici anni, sognavo davanti alle vetrine di pochi negozi ben forniti che esponevano meravigliose Martin, Gibson o Guild che non sarei mai riuscito ad acquistare…

Negli anni successivi è stato lo strumento che ho sempre suonato, sia per diletto che per lavoro, e ho continuato a seguirne l’evoluzione che – con John Fahey, Leo Kottke e molti altri artisti nuovi – ha iniziato a delineare una propria dimensione compositiva, superando il ruolo di strumento per comporre canzoni con facili armonie.
Così, seguendo e frequentando i vari appuntamenti di concerti ed esposizioni fuori dai nostri confini, riflettevo del perché in Italia non avessimo ancora un appuntamento alla pari di altri grandi eventi internazionali… e del perché si continuassero a vedere in varie trasmissioni della televisione nazionale chitarre acustiche di poco pregio, e oltretutto suonate male, ‘zappate’ per accompagnare qualche canzone nostrana, spesso bruttina…
Dopo anni di concerti e sperimentazioni sofferte in un locale di nome Armadillo – aperto nel 1991 a Sarzana provenendo da Roma, la mia città – tentai nel 1998 l’avventura di inventare un festival interamente dedicato alla chitarra acustica contemporanea, l’Acoustic Guitar International Meeting, nome poi semplificato in Acoustic Guitar Meeting, AGM.
Mi piaceva l’idea del Meeting: doveva essere un’opportunità di incontro per appassionati, persone desiderose di ricevere dimostrazioni delle nuove tecniche e delle nuove idee compositive, e doveva essere un incontro anche per gli artisti, provenienti dai posti più lontani, che in questo modo avrebbero potuto confrontare le loro ricerche e sperimentazioni sullo strumento. Fu un grande rischio, sapete bene quanto è difficile produrre appuntamenti di qualità nel nostro paese, ma oggi siamo molto contenti di averlo fatto.
Nel 2000 si è operata una scelta vincente, quella di aggiungere ai concerti e seminari didattici l’esposizione di liuteria e import per chitarra acustica: oggi si viene a Sarzana per vedere i grandi artisti, ma anche per scoprire tutto quanto c’è di nuovo nel mondo del mercato della chitarra acustica. Forse siamo riusciti a far rispettare e ritenere importante un appuntamento italiano nel circuito dei grandi appuntamenti internazionali di questo settore.

Quando ho scoperto il festival, nel 2001, abbiamo coniato insieme l’espressione “acoustic pride”, per descrivere la ferma consapevolezza da parte del popolo acustico di rappresentare una comunità minoritaria che custodisce però valori importanti: quale validità possiamo ancora attribuire a quel termine?
Una terza persona ha contribuito al nome, il mio amico di lunga data, e tuo, Andrea Casentini, compagno di molte avventure musicali e coordinatore di tutte le riprese video dei concerti dell’AGM dal 1998 a oggi. Tra parentesi, inizieremo quest’anno la produzione di una vera e propria collezione di DVD della manifestazione, fin dai suoi esordi.
L’espressione che tu ricordi, comunque, racconta di un orgoglio acustico e di scelte artistiche e professionali portate avanti con determinazione, spesso con fatica, in anni in cui la musica e l’economia musicale sono invece andate in direzione opposta. Ma a differenza delle mode che passano, la nostra comunità ha tenuto duro, proprio per i suoi valori radicati di passione e sentimento, con pulizia e onestà intellettuale, e oggi forse cominciamo a veder riconosciute queste ragioni, anche se i tempi sono difficili e il mondo va sempre in senso contrario alla ragione e ai sentimenti. Noi rappresentiamo comunque uno scoglio fermo, non per questo disattento verso la cultura musicale contemporanea e il futuro della musica, ma pieno di contenuti. Siamo come una chitarra acustica di alta liuteria, moderna, ma costruita con legni antichi, che con il passare del tempo suona sempre meglio!

Quest’anno Sarzana vede la presenza di Roy McAlister, Jean Larrivée, Bruce Mariano della Martin, Scott Lombardo della Fishman, Andy Lund della Taylor, John Slobod della Circa Guitars, Cat Fox e Rick Davis del Sound Guitar Repair di Seattle, John Thomas della rivista Fretboard Journal: sono bei segnali di attenzione a livello internazionale.
È una strada che abbiamo percorso fin dall’inizio: quella di interessare gli attori di un circuito internazionale legato alla chitarra acustica, di far capire che anche nel nostro paese c’è un pubblico preparato per la musica acustica raffinata, pronto ad apprezzare sia la musica dei grandi artisti internazionali, sia la produzione di strumenti qualificati. C’era un po’ di ‘provincialità’ e qualche cattivo costume nella gestione del settore. Credo che il confronto con questi professionisti internazionali aiuti noi a crescere e rappresenti per loro la scoperta che in Italia ci sono artisti, liutai, imprenditori, organizzatori di ottimo livello. Siamo contenti che molti di questi personaggi vengano a visitarci e che la fama dell’AGM continui a crescere.

La mostra di chitarre storiche “Ri…sonanze”, la conferenza su “La chitarra battente dalle origini a oggi” con Rosalba De Bonis, l’incontro sugli “Stati generali della chitarra acustica in italia”, accanto ai già consolidati corsi di formazione, al New Sounds of Acoustic Music, all’Ukulele Village: l’AGM è ormai molto di più di una rassegna musicale e di un’esposizione, è un’occasione di studio e di approfondimento.
È nel concetto del nome ‘Meeting’, e non invece ‘Festival’ come per molti viene spontaneo: da sempre la manifestazione ha voluto rappresentare un momento di crescita della cultura musicale per tutti coloro che la frequentano. Occasione di divertimento, senza dubbio, ma anche di arricchimento del bagaglio di conoscenze in tutti i campi che ruotano intorno all’universo chitarra acustica. Non c’è futuro senza il rispetto verso la tradizione, ecco il senso della mostra di chitarre storiche, che vedrà esposto anche uno strumento di Antonio Stradivari. Così come invitare Rosalba De Bonis a esporre e parlare della chitarra battente ha il significato di presentare, in un contesto internazionale, uno strumento di tradizione tutta italiana e di grande valore. Gli “Stati generali della chitarra acustica in Italia” vogliono essere un momento di riflessione su quello che sta succedendo in Italia negli ultimi anni, vista la presenza a Sarzana di molti degli attori e promotori del settore.

Per non parlare di una vera e propria produzione originale come il duetto di world music tra le ‘corde del mondo’ di Bob Brozman e l’italianissima chitarra battente di Francesco Loccisano…
Ne siamo molto orgogliosi, non sono molte le opportunità per musicisti italiani bravissimi, che portano avanti con difficoltà proposte di musica popolare tutta italiana, di presentarsi in contesti internazionali. Il mercato musicale italiano va in tutt’altra direzione: preferisce proporre facili produzioni di artisti nazionali che spesso imitano, in modo più o meno riuscito, musiche che non ci appartengono, con il solo scopo di vendere qualche CD in più. Tutto ciò non fa crescere una ‘cultura musicale’ nel pubblico del nostro paese, non valorizza e non fa arricchire la nostra tradizione musicale e non suscita nessun interesse in campo internazionale. Quando invece gli artisti ed il pubblico straniero sono molto più stimolati nell’ascolto di una musica italiana originale, che veramente rappresenti l’espressione culturale del nostro paese. L’esempio di un musicista così attento alla musica del mondo come Bob Brozman ne è testimonianza: quando gli abbiamo fatto incontrare Francesco Loccisano e ha conosciuto la chitarra battente, è nato in lui un interesse profondo; ha voluto subito uno strumento costruito per sé, e ha dialogato musicalmente con Francesco in modo straordinario. Per la chitarra battente italiana un’opportunità per farsi conoscere nel mondo!

Molto importante è anche l’apertura verso la canzone d’autore con il premio “Corde & Voci per Dialogo & Diritti”, che quest’anno avvia una sorta di gemellaggio con il Premio Stefano Rosso, che si terrà a Roma a fine luglio.
Siamo stati sempre convinti che la chitarra acustica sia uno strumento musicale capace di raggiungere alti livelli di espressione artistica nella sola esecuzione strumentale, ma ugualmente da sempre riteniamo sia la perfetta compagna di una bella voce e di bei testi che abbiano qualcosa da raccontare agli ascoltatori. Quando poi questi racconti in musica hanno contenuti di valori umani universali e contribuiscono in qualche modo al miglioramento e al progresso civile della società, direi che nessun messaggio ha una tale forza e capacità di penetrazione nei cuori delle persone.
Questo è il senso del Premio “Corde & Voci per Dialogo & Diritti”: vuole celebrare quegli artisti che con una voce e una chitarra hanno contribuito e contribuiscono nel presente a migliorare il mondo. Siamo partiti con la celebrazione di Woody Guthrie, di cui tra l’altro quest’anno ricorre il centenario della nascita e che è sempre presente nello spirito di questo evento, e dopo Jackson Browne, Victor Jara e Violeta Parra arriviamo in questa edizione a premiare Francesco Guccini, da tanti anni ormai voce musicale italiana di grande valore e di profondi contenuti, assolutamente in linea con le intenzioni del riconoscimento.
Partecipare quindi all’organizzazione del Premio Stefano Rosso, che si terrà a Roma in luglio, è una naturale conseguenza dello spirito che anima la nostra manifestazione: Stefano era un ottimo chitarrista, un grande uomo e autore di canzoni e di racconti di vita che arrivano al cuore della gente.

La fortezza Firmafede

Questa edizione è dedicata alla memoria di Bert Jansch, Piero Milesi e Carlo Carlini: puoi dire due parole in loro ricordo?
È triste ogni anno perdere qualcuno di grande valore all’interno del circuito musicale di artisti e promotori, che hanno dedicato la vita a progetti importanti e riconosciuti e che, come compagni di viaggio, hanno percorso la stessa difficile strada. Per questo crediamo sia giusto ricordarli nel dépliant di presentazione, anche di una festa come l’AGM. Lo facciamo fin dalla prima edizione.
Bert Jansch ci ha fatto sognare con quel suono cristallino di chitarra acustica nei Pentangle dei primi anni ’70 insieme all’amico John Renbourn: la proposta europea con più radici nella tradizione delle chitarre acustiche ‘californiane’ di quell’epoca.
Piero Milesi era un uomo gentile, appassionato e grande produttore musicale. Viveva in Liguria, molto vicino a noi, e veniva spesso a trovarci all’AGM. Con la sua produzione la musica di Fabrizio De André ha raggiunto vette di world music di altissimo livello: Anime salve è la più bella produzione di musica contemporanea italiana di sempre.
Che dire di Carlo Carlini! Non so quanti di voi possano conoscerlo. Un uomo a metà strada fra un personaggio dei fumetti The Freak Brothers, nel senso più nobile del paragone, e un eroe coraggioso e appassionato come pochi altri. Per anni ha portato in Italia decine di musicisti acustici e songwriter internazionali agli inizi della loro carriera, con grande capacità e intuizione di scopritore di talenti. E poi quanta fatica proporli, farli circuitare nei club e festival estivi italiani, guidare la macchina per chilometri, spesso rimettendoci soldi di tasca propria! Conosco molto bene l’argomento, e l’umanità e il coraggio di Carlo sono da ricordare. A persone come lui va tutto il nostro ringraziamento.

Il Music Italy Show, che doveva svolgersi a inizio maggio, è stato sospeso. E Sarzana si ritrova praticamente a essere la più importante fiera italiana di strumenti musicali di questa stagione. Che contributo può dare il mondo della chitarra acustica al settore nel suo complesso?
C’è qualcosa che non funziona nel modo di fare business nel mercato degli strumenti musicali in Italia. La cancellazione del Music Italy Show è una cosa sorprendente, dopo tutti gli annunci e il lavoro svolto dall’associazione Dismamusica in questa direzione. Al di là di una crisi economica mondiale, sulla quale non ci sono dubbi e che investe fortemente anche il nostro settore, mi sembra che ci sia un modo un po’ tutto ‘italiano’ nella gestione del mercato nazionale e degli appuntamenti fieristici. Voglio dire che spesso si guarda molto alla forma, ad annunci e comunicazioni roboanti, atteggiamenti da grandi business men o da detentori del ‘verbo’ su web, blog e così via, ma poco alla sostanza ed ai contenuti.
Questo non vuol dire che noi non crediamo nelle potenzialità degli strumenti di comunicazione contemporanei o nella capacità di fare business di molte aziende italiane, ma vorremmo far riflettere sul fatto che solo il perfezionamento della professionalità e delle conoscenze specifiche sugli strumenti musicali che si vanno a vendere, la presenza nelle aziende di persone appassionate e competenti in ruoli importanti, che sappiano di musica e di musicisti, e siano capaci di relazionarsi con i potenziali acquirenti parlando gli stessi linguaggi, può portare a maggiori risultati di crescita sia nel fatturato, sia ampliando la base dell’utenza.
Gli strumenti musicali non si vendono pensando che sia sufficiente vestire in giacca e cravatta, od operando solo sul web e sparando numeri a ripetizione. In questo forse la nostra passione verso la chitarra acustica ci avvicina di più a un’idea di sobrietà, di buon gusto e cultura, tra tradizione e modernità. Quando si guarda, si tocca e si suona una chitarra acustica, si sente il profumo e l’essenza naturale del legno. E nella musica c’è tanta conoscenza, applicazione e poco spazio per finzione o superficialità.
Con la nostra manifestazione tentiamo di proseguire una strada che vede uniti insieme mercato, spettacolo, approfondimento e cultura della musica, per una crescita collettiva di tutti gli intervenuti, scuole, giovani e studenti compresi.

Cosa significa portare avanti questa grande iniziativa in epoca di crisi?
Significa un lavoro costante e senza tregua, che parte ogni anno dai giorni successivi alla chiusura dell’ultima edizione, per migliorarsi, intuire nuovi percorsi e idee, quindi passare l’intero anno a realizzarli.
Il già difficile compito di interessare istituzioni, sponsor e grandi canali di comunicazione a una manifestazione che non concede molto alla banalità musicale – quella che viene proposta in continuazione dai media al pubblico, quella che dovrebbe fare ‘audience’ e grandi numeri – è reso ancor più complicato dall’attuale situazione economica. Le istituzioni sono prosciugate, sappiamo anche da chi e perché, e molte aziende hanno poco da investire e quel poco, come dicevo prima, va sempre nelle stesse direzioni. Eppure siamo vivi e vegeti ed i nostri numeri non sono poi tanto piccoli, sia negli attori coinvolti nella manifestazione, sia nel pubblico che la frequenta. Siamo sempre più convinti che se con più intelligenza e lungimiranza si credesse nella Musica con la M maiuscola, il pubblico apprezzerebbe e ripagherebbe con numeri importanti e crescita nella conoscenza, sensibilità e capacità di socializzazione, che potrebbe voler dire vivere tutti meglio.

Alessio Ambrosi

Quali prospettive future intravedi e cosa ti aspetti in particolare dall’incontro sugli “Stati generali della chitarra acustica in italia”?
È una proposta a tutti quanti operano e hanno a cuore la musica e lo strumento chitarra acustica, vista anche l’espansione e la crescita sotto gli occhi di tutti dell’intero settore negli ultimi anni, un invito a fermarci, riflettere e condividere insieme idee, argomenti, suggerimenti e anche qualche critica costruttiva. Da parte nostra un po’ di questi argomenti li abbiamo sollevati nella relazione di introduzione, che si può leggere sul sito della manifestazione www.acousticguitarmeeting.net, dove nei prossimi giorni andrà online una versione nuova e aggiornata. Speriamo che la discussione si svolga mettendo da parte piccole questioni personali, invidie o polemiche, nell’ottica di una strategia di crescita dell’intero settore. Non sarà facile, ma ce lo auguriamo.
Un saluto a tutti e un ringraziamento particolare a te, per le domande stimolanti e per la passione e competenza che da sempre metti nel tuo lavoro di giornalista.

Grazie a te, di cuore, e a tutti gli amici dell’associazione culturale Armadillo Club…


Chitarra Acustica, 5/2012, pp. 14-17Sono trascorsi quindici anni da quando Alessio Ambrosi ha deciso di ascoltare la ‘voce del suo cuore’ e di fondare coraggiosamente un festival, anzi un meeting, dedicato alla chitarra acustica. Da allora l’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana è diventato un punto di riferimento imprescindibile per il movimento della chitarra acustica, che parallelamente si è andato sviluppando in dimensioni sorprendenti nel nostro paese. In questa intervista Alessio ha l’occasione di raccontarci tutte le gioie e i dolori, le fatiche e le soddisfazioni che ha incontrato nel portare avanti un’impresa del genere. In una stagione come questa, che ha conosciuto la defezione del Music Italy Show, vale a dire della fiera nazionale degli strumenti musicali, il Meeting di Sarzana si trova di fatto a rappresentare un’importante risorsa e un motivo di speranza non solo per il mondo della chitarra acustica, ma per il settore musica nel suo complesso.

Alessio Ambrosi

Non tutti, me compreso, conoscono il Meeting dall’inizio: come racconteresti la gestazione e la nascita di questa tua creatura?
La passione per la chitarra acustica mi accompagna dall’età dell’adolescenza, negli anni irripetibili dei dischi scoperti e ascoltati come pionieri, quando la musica ci faceva sognare ‘un mondo diverso’. Anche se amavo le band elettriche e l’energia del rock, erano le atmosfere acustiche quelle che mi affascinavano di più. Quel suono cristallino della chitarra acustica ben registrata in studio, che si ascoltava sia in dischi concepiti per lei, insieme magari a meravigliosi impasti vocali in stile west coast, folk inglese, country, sia in registrazioni più ‘dure’, dove talvolta costituiva la base ritmica e l’atmosfera di fondo su cui costruire un tessuto musicale più complesso ed energico. Così, a tredici-quattordici anni, sognavo davanti alle vetrine di pochi negozi ben forniti che esponevano meravigliose Martin, Gibson o Guild che non sarei mai riuscito ad acquistare…

Negli anni successivi è stato lo strumento che ho sempre suonato, sia per diletto che per lavoro, e ho continuato a seguirne l’evoluzione che – con John Fahey, Leo Kottke e molti altri artisti nuovi – ha iniziato a delineare una propria dimensione compositiva, superando il ruolo di strumento per comporre canzoni con facili armonie.
Così, seguendo e frequentando i vari appuntamenti di concerti ed esposizioni fuori dai nostri confini, riflettevo del perché in Italia non avessimo ancora un appuntamento alla pari di altri grandi eventi internazionali… e del perché si continuassero a vedere in varie trasmissioni della televisione nazionale chitarre acustiche di poco pregio, e oltretutto suonate male, ‘zappate’ per accompagnare qualche canzone nostrana, spesso bruttina…
Dopo anni di concerti e sperimentazioni sofferte in un locale di nome Armadillo – aperto nel 1991 a Sarzana provenendo da Roma, la mia città – tentai nel 1998 l’avventura di inventare un festival interamente dedicato alla chitarra acustica contemporanea, l’Acoustic Guitar International Meeting, nome poi semplificato in Acoustic Guitar Meeting, AGM.
Mi piaceva l’idea del Meeting: doveva essere un’opportunità di incontro per appassionati, persone desiderose di ricevere dimostrazioni delle nuove tecniche e delle nuove idee compositive, e doveva essere un incontro anche per gli artisti, provenienti dai posti più lontani, che in questo modo avrebbero potuto confrontare le loro ricerche e sperimentazioni sullo strumento. Fu un grande rischio, sapete bene quanto è difficile produrre appuntamenti di qualità nel nostro paese, ma oggi siamo molto contenti di averlo fatto.
Nel 2000 si è operata una scelta vincente, quella di aggiungere ai concerti e seminari didattici l’esposizione di liuteria e import per chitarra acustica: oggi si viene a Sarzana per vedere i grandi artisti, ma anche per scoprire tutto quanto c’è di nuovo nel mondo del mercato della chitarra acustica. Forse siamo riusciti a far rispettare e ritenere importante un appuntamento italiano nel circuito dei grandi appuntamenti internazionali di questo settore.

Quando ho scoperto il festival, nel 2001, abbiamo coniato insieme l’espressione “acoustic pride”, per descrivere la ferma consapevolezza da parte del popolo acustico di rappresentare una comunità minoritaria che custodisce però valori importanti: quale validità possiamo ancora attribuire a quel termine?
Una terza persona ha contribuito al nome, il mio amico di lunga data, e tuo, Andrea Casentini, compagno di molte avventure musicali e coordinatore di tutte le riprese video dei concerti dell’AGM dal 1998 a oggi. Tra parentesi, inizieremo quest’anno la produzione di una vera e propria collezione di DVD della manifestazione, fin dai suoi esordi.
L’espressione che tu ricordi, comunque, racconta di un orgoglio acustico e di scelte artistiche e professionali portate avanti con determinazione, spesso con fatica, in anni in cui la musica e l’economia musicale sono invece andate in direzione opposta. Ma a differenza delle mode che passano, la nostra comunità ha tenuto duro, proprio per i suoi valori radicati di passione e sentimento, con pulizia e onestà intellettuale, e oggi forse cominciamo a veder riconosciute queste ragioni, anche se i tempi sono difficili e il mondo va sempre in senso contrario alla ragione e ai sentimenti. Noi rappresentiamo comunque uno scoglio fermo, non per questo disattento verso la cultura musicale contemporanea e il futuro della musica, ma pieno di contenuti. Siamo come una chitarra acustica di alta liuteria, moderna, ma costruita con legni antichi, che con il passare del tempo suona sempre meglio!

Quest’anno Sarzana vede la presenza di Roy McAlister, Jean Larrivée, Bruce Mariano della Martin, Scott Lombardo della Fishman, Andy Lund della Taylor, John Slobod della Circa Guitars, Cat Fox e Rick Davis del Sound Guitar Repair di Seattle, John Thomas della rivista Fretboard Journal: sono bei segnali di attenzione a livello internazionale.
È una strada che abbiamo percorso fin dall’inizio: quella di interessare gli attori di un circuito internazionale legato alla chitarra acustica, di far capire che anche nel nostro paese c’è un pubblico preparato per la musica acustica raffinata, pronto ad apprezzare sia la musica dei grandi artisti internazionali, sia la produzione di strumenti qualificati. C’era un po’ di ‘provincialità’ e qualche cattivo costume nella gestione del settore. Credo che il confronto con questi professionisti internazionali aiuti noi a crescere e rappresenti per loro la scoperta che in Italia ci sono artisti, liutai, imprenditori, organizzatori di ottimo livello. Siamo contenti che molti di questi personaggi vengano a visitarci e che la fama dell’AGM continui a crescere.

La mostra di chitarre storiche “Ri…sonanze”, la conferenza su “La chitarra battente dalle origini a oggi” con Rosalba De Bonis, l’incontro sugli “Stati generali della chitarra acustica in italia”, accanto ai già consolidati corsi di formazione, al New Sounds of Acoustic Music, all’Ukulele Village: l’AGM è ormai molto di più di una rassegna musicale e di un’esposizione, è un’occasione di studio e di approfondimento.
È nel concetto del nome ‘Meeting’, e non invece ‘Festival’ come per molti viene spontaneo: da sempre la manifestazione ha voluto rappresentare un momento di crescita della cultura musicale per tutti coloro che la frequentano. Occasione di divertimento, senza dubbio, ma anche di arricchimento del bagaglio di conoscenze in tutti i campi che ruotano intorno all’universo chitarra acustica. Non c’è futuro senza il rispetto verso la tradizione, ecco il senso della mostra di chitarre storiche, che vedrà esposto anche uno strumento di Antonio Stradivari. Così come invitare Rosalba De Bonis a esporre e parlare della chitarra battente ha il significato di presentare, in un contesto internazionale, uno strumento di tradizione tutta italiana e di grande valore. Gli “Stati generali della chitarra acustica in Italia” vogliono essere un momento di riflessione su quello che sta succedendo in Italia negli ultimi anni, vista la presenza a Sarzana di molti degli attori e promotori del settore.

Per non parlare di una vera e propria produzione originale come il duetto di world music tra le ‘corde del mondo’ di Bob Brozman e l’italianissima chitarra battente di Francesco Loccisano…
Ne siamo molto orgogliosi, non sono molte le opportunità per musicisti italiani bravissimi, che portano avanti con difficoltà proposte di musica popolare tutta italiana, di presentarsi in contesti internazionali. Il mercato musicale italiano va in tutt’altra direzione: preferisce proporre facili produzioni di artisti nazionali che spesso imitano, in modo più o meno riuscito, musiche che non ci appartengono, con il solo scopo di vendere qualche CD in più. Tutto ciò non fa crescere una ‘cultura musicale’ nel pubblico del nostro paese, non valorizza e non fa arricchire la nostra tradizione musicale e non suscita nessun interesse in campo internazionale. Quando invece gli artisti ed il pubblico straniero sono molto più stimolati nell’ascolto di una musica italiana originale, che veramente rappresenti l’espressione culturale del nostro paese. L’esempio di un musicista così attento alla musica del mondo come Bob Brozman ne è testimonianza: quando gli abbiamo fatto incontrare Francesco Loccisano e ha conosciuto la chitarra battente, è nato in lui un interesse profondo; ha voluto subito uno strumento costruito per sé, e ha dialogato musicalmente con Francesco in modo straordinario. Per la chitarra battente italiana un’opportunità per farsi conoscere nel mondo!

Molto importante è anche l’apertura verso la canzone d’autore con il premio “Corde & Voci per Dialogo & Diritti”, che quest’anno avvia una sorta di gemellaggio con il Premio Stefano Rosso, che si terrà a Roma a fine luglio.
Siamo stati sempre convinti che la chitarra acustica sia uno strumento musicale capace di raggiungere alti livelli di espressione artistica nella sola esecuzione strumentale, ma ugualmente da sempre riteniamo sia la perfetta compagna di una bella voce e di bei testi che abbiano qualcosa da raccontare agli ascoltatori. Quando poi questi racconti in musica hanno contenuti di valori umani universali e contribuiscono in qualche modo al miglioramento e al progresso civile della società, direi che nessun messaggio ha una tale forza e capacità di penetrazione nei cuori delle persone.
Questo è il senso del Premio “Corde & Voci per Dialogo & Diritti”: vuole celebrare quegli artisti che con una voce e una chitarra hanno contribuito e contribuiscono nel presente a migliorare il mondo. Siamo partiti con la celebrazione di Woody Guthrie, di cui tra l’altro quest’anno ricorre il centenario della nascita e che è sempre presente nello spirito di questo evento, e dopo Jackson Browne, Victor Jara e Violeta Parra arriviamo in questa edizione a premiare Francesco Guccini, da tanti anni ormai voce musicale italiana di grande valore e di profondi contenuti, assolutamente in linea con le intenzioni del riconoscimento.
Partecipare quindi all’organizzazione del Premio Stefano Rosso, che si terrà a Roma in luglio, è una naturale conseguenza dello spirito che anima la nostra manifestazione: Stefano era un ottimo chitarrista, un grande uomo e autore di canzoni e di racconti di vita che arrivano al cuore della gente.

La fortezza Firmafede

Questa edizione è dedicata alla memoria di Bert Jansch, Piero Milesi e Carlo Carlini: puoi dire due parole in loro ricordo?
È triste ogni anno perdere qualcuno di grande valore all’interno del circuito musicale di artisti e promotori, che hanno dedicato la vita a progetti importanti e riconosciuti e che, come compagni di viaggio, hanno percorso la stessa difficile strada. Per questo crediamo sia giusto ricordarli nel dépliant di presentazione, anche di una festa come l’AGM. Lo facciamo fin dalla prima edizione.
Bert Jansch ci ha fatto sognare con quel suono cristallino di chitarra acustica nei Pentangle dei primi anni ’70 insieme all’amico John Renbourn: la proposta europea con più radici nella tradizione delle chitarre acustiche ‘californiane’ di quell’epoca.
Piero Milesi era un uomo gentile, appassionato e grande produttore musicale. Viveva in Liguria, molto vicino a noi, e veniva spesso a trovarci all’AGM. Con la sua produzione la musica di Fabrizio De André ha raggiunto vette di world music di altissimo livello: Anime salve è la più bella produzione di musica contemporanea italiana di sempre.
Che dire di Carlo Carlini! Non so quanti di voi possano conoscerlo. Un uomo a metà strada fra un personaggio dei fumetti The Freak Brothers, nel senso più nobile del paragone, e un eroe coraggioso e appassionato come pochi altri. Per anni ha portato in Italia decine di musicisti acustici e songwriter internazionali agli inizi della loro carriera, con grande capacità e intuizione di scopritore di talenti. E poi quanta fatica proporli, farli circuitare nei club e festival estivi italiani, guidare la macchina per chilometri, spesso rimettendoci soldi di tasca propria! Conosco molto bene l’argomento, e l’umanità e il coraggio di Carlo sono da ricordare. A persone come lui va tutto il nostro ringraziamento.

Il Music Italy Show, che doveva svolgersi a inizio maggio, è stato sospeso. E Sarzana si ritrova praticamente a essere la più importante fiera italiana di strumenti musicali di questa stagione. Che contributo può dare il mondo della chitarra acustica al settore nel suo complesso?
C’è qualcosa che non funziona nel modo di fare business nel mercato degli strumenti musicali in Italia. La cancellazione del Music Italy Show è una cosa sorprendente, dopo tutti gli annunci e il lavoro svolto dall’associazione Dismamusica in questa direzione. Al di là di una crisi economica mondiale, sulla quale non ci sono dubbi e che investe fortemente anche il nostro settore, mi sembra che ci sia un modo un po’ tutto ‘italiano’ nella gestione del mercato nazionale e degli appuntamenti fieristici. Voglio dire che spesso si guarda molto alla forma, ad annunci e comunicazioni roboanti, atteggiamenti da grandi business men o da detentori del ‘verbo’ su web, blog e così via, ma poco alla sostanza ed ai contenuti.
Questo non vuol dire che noi non crediamo nelle potenzialità degli strumenti di comunicazione contemporanei o nella capacità di fare business di molte aziende italiane, ma vorremmo far riflettere sul fatto che solo il perfezionamento della professionalità e delle conoscenze specifiche sugli strumenti musicali che si vanno a vendere, la presenza nelle aziende di persone appassionate e competenti in ruoli importanti, che sappiano di musica e di musicisti, e siano capaci di relazionarsi con i potenziali acquirenti parlando gli stessi linguaggi, può portare a maggiori risultati di crescita sia nel fatturato, sia ampliando la base dell’utenza.
Gli strumenti musicali non si vendono pensando che sia sufficiente vestire in giacca e cravatta, od operando solo sul web e sparando numeri a ripetizione. In questo forse la nostra passione verso la chitarra acustica ci avvicina di più a un’idea di sobrietà, di buon gusto e cultura, tra tradizione e modernità. Quando si guarda, si tocca e si suona una chitarra acustica, si sente il profumo e l’essenza naturale del legno. E nella musica c’è tanta conoscenza, applicazione e poco spazio per finzione o superficialità.
Con la nostra manifestazione tentiamo di proseguire una strada che vede uniti insieme mercato, spettacolo, approfondimento e cultura della musica, per una crescita collettiva di tutti gli intervenuti, scuole, giovani e studenti compresi.

Cosa significa portare avanti questa grande iniziativa in epoca di crisi?
Significa un lavoro costante e senza tregua, che parte ogni anno dai giorni successivi alla chiusura dell’ultima edizione, per migliorarsi, intuire nuovi percorsi e idee, quindi passare l’intero anno a realizzarli.
Il già difficile compito di interessare istituzioni, sponsor e grandi canali di comunicazione a una manifestazione che non concede molto alla banalità musicale – quella che viene proposta in continuazione dai media al pubblico, quella che dovrebbe fare ‘audience’ e grandi numeri – è reso ancor più complicato dall’attuale situazione economica. Le istituzioni sono prosciugate, sappiamo anche da chi e perché, e molte aziende hanno poco da investire e quel poco, come dicevo prima, va sempre nelle stesse direzioni. Eppure siamo vivi e vegeti ed i nostri numeri non sono poi tanto piccoli, sia negli attori coinvolti nella manifestazione, sia nel pubblico che la frequenta. Siamo sempre più convinti che se con più intelligenza e lungimiranza si credesse nella Musica con la M maiuscola, il pubblico apprezzerebbe e ripagherebbe con numeri importanti e crescita nella conoscenza, sensibilità e capacità di socializzazione, che potrebbe voler dire vivere tutti meglio.

Alessio Ambrosi

Quali prospettive future intravedi e cosa ti aspetti in particolare dall’incontro sugli “Stati generali della chitarra acustica in italia”?
È una proposta a tutti quanti operano e hanno a cuore la musica e lo strumento chitarra acustica, vista anche l’espansione e la crescita sotto gli occhi di tutti dell’intero settore negli ultimi anni, un invito a fermarci, riflettere e condividere insieme idee, argomenti, suggerimenti e anche qualche critica costruttiva. Da parte nostra un po’ di questi argomenti li abbiamo sollevati nella relazione di introduzione, che si può leggere sul sito della manifestazione www.acousticguitarmeeting.net, dove nei prossimi giorni andrà online una versione nuova e aggiornata. Speriamo che la discussione si svolga mettendo da parte piccole questioni personali, invidie o polemiche, nell’ottica di una strategia di crescita dell’intero settore. Non sarà facile, ma ce lo auguriamo.
Un saluto a tutti e un ringraziamento particolare a te, per le domande stimolanti e per la passione e competenza che da sempre metti nel tuo lavoro di giornalista.

Grazie a te, di cuore, e a tutti gli amici dell’associazione culturale Armadillo Club…


Chitarra Acustica, 5/2012, pp. 14-17

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